07 feb 2016

Storia di un Manga giapponese adottato in tutto il mondo


Succede che girando nella rete ti imbatti in un nome che ti attira e di cui però non conosci il significato, ma in fondo in fondo sai che hai bisogno di saperlo. Per esempio, dopo aver letto per anni fumetti giapponesi (da ragazzina mi seppellivo sotto montagne di Candy Candy di carta patinata che tengo ancora gelosamente in una valigia in cantina) ho scoperto che non ci sono solo i manga, ma anche le bellissime Shojo.
Infatti per i giapponesi il manga è il fumetto in genere, mentre per tutto il mondo si intende il fumetto in japa style. Tornando a Candy, e più nello specifico, lei è una Shojo, cioè una sorta di manga dedicata esclusivamente ad un pubblico femminile cha va dai dieci ai diciotto anni [diciottoooo?!]. Ricordo il grande successo della prima serie tv e la versione cartacea, dai colori brillanti e la patinatura lucida.


Devo dire però che, quando frequentai il corso di fumetto nel mitico ‘Hiroshima Mon Amour’ di Torino (correva l’anno 1988) questo tipo di personaggio non aveva ancora raggiunto il successo, che invece arrivò nel duemila. Ma per noi amanti del genere, tra gli anni 80 e metà 90 ci fu una profusione di Chibi, Manga e Shojo come prima mai.

Chi non ricorda l’ambigua storia di Georgie la biondina australiana? E come non parlare dei mitici Mila e Shiro? (colpevoli del mio grande amore per la pallavolo). E Sailor Moon…dopo decenni riuscìì a capire grazie a Google che il suo nome era dovuto alla divisa marinaretta che indossava, tipica delle scuole giapponesi.



Infine, ma non per ultima, la bellissima e affascinante Lady Oscar: sì, anche lei è una Shojo, l’avreste mai detto? La prima volta che andò in onda la serie qui da noi era la primavera del 1982 ( lo ricordo come se fosse ieri, era il mio ultimo anno alle scuole medie) con quegli episodi che duravano quasi mezz’ora senza interruzioni e si stava incollati alla tivù in apnea totale. Solo a sentire lo squillo di trombe avete fatto un viaggio nella macchina del tempo di vent’anni, ma se ricordate note diverse allora siete della mia generatione.


L'amore delle shojo mi ha portato a crare negli ultimi tempi queste bamboline di feltro, con grandi occhi e corpo piccino, che in gergo 'manganese' si chiamano CHIBI, ma questa è un'altra storia.

creazione personale


creazione personale
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12 commenti:

  1. E chi li dimentica!Per Candy Candy si fermava tutta la famiglia e su Lady Oscar ho pianto tutte le mie lacrime! Bellissime le tue creazioni

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    1. hai ragione, e pensa che è da un po' di anni che non la fanno più in tv

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  2. Molto belle!!!
    Candy è stata la mia preferita, mi ricordo ancora perfettamente!!
    Bravissima e complimenti!
    Francesca

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  3. ...Già! I mitici anni '80 che hanno visto la mia infazia coi pomeriggi fitti di cartoni animati con BimBumBam!
    Bellissime le tue bamboline chibi!
    A presto!
    Elisa

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  4. Mitica Candy Candy! Chi la dimentica!
    Belle le tue bamboline cara. Mi piace molto la faccia da furbetta della seconda! ;-)))
    Un abbraccio
    Maria

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    1. Grazie cara amica mia Candy suscita davvero un mare di ricordi

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  5. Bei ricordi di gioventù!
    Un caro saluto
    Ely

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  6. mi piacciono molto le tue bambole. e grazie x il post: mi hai fatto ricordare dei bellissimi cartoni animati visti, rivisti, stravisti.
    marta

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